Chiedo scusa alla Signora Khelif.

Avevo sbagliato, seguendo le altre redazioni nell’errore sulla sua identità. Merita l’Oro conquistato alle Olimpiadi, ma resta pur sempre l’incognita sul cromosoma che la rende più resistente sulle altre donne, quindi, a tutti gli effetti, un vantaggio genetico in più.

Non è sessismo o omofobia, sia ben chiaro. Siamo tutti figli delle stelle, fatti della stessa materia.

Il bello dell’umanità sta nella varietà delle persone. Ma se esistono regole olimpioniche, perché vengono aggirate?

Forse è il momento che tali regole vengano stabilite di volta in volta, o si corre il rischio di finire in inutili e malsane polemiche.

Di fatto, la Khelif ha conquistato l’oro a suon di pugni. Penso che io stesso sarei caduto al primo colpo!

Ha dimostrato comunque sportività, cosa che rende nobili, e questo le fa onore.

Resta la delusione per la sconfitta della Carini, ma vabbè, come insegnava Shel Shapiro:” Non sempre si può vincere”.

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.

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